L’ora dell’incontro - Einaudi Stile Libero
Scritto il 22 Agosto, 2007
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In libreria da ottobre 2007 L’ora dell’incontro, il nuovo romanzo di Giampiero Rigosi, pubblicato da Einaudi nei Big di Stile Libero.
Separata dal marito, Clara vive sola con il piccolo figlio e, con sempre meno energie, rincorre le proprie giornate tra il lavoro e gli impegni familiari.
Il dottor Palmieri è un oncologo che prende in carico la malattia e il dolore dei suoi pazienti, a volte spingendosi oltre i confini etici della sua professione.
Un giorno Clara viene a conoscenza dell’ambiguo rapporto che ha legato il medico e una donna negli ultimi giorni della sua vita.
Quel segreto, appreso per caso, le si conficca dentro e non la abbandona più. Per svelarlo, Clara entra in una spirale di finzione. Si costringe crudelmente a vivere le tappe di un’agonia che non le appartiene. Ormai lontana da se stessa, Clara si volta indietro e intravede i frammenti della propria esistenza. Solo ora, forse, può cominciare a rimetterli assieme.
Commenti
19 commenti to “L’ora dell’incontro - Einaudi Stile Libero”
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Complimenti! Ho già letto metà del suo libro, è… accattivante. E angosciante, a tratti.
Mi ha presa come pochi altri dal punto di vista emotivo.
Dopo aver seguito una sua lezione presso Prontosear a Torino, mi piacerebbe avere il suo parere su una cosa che ho scritto…
Spero di ricevere sue notizie al più presto.
Grazie dell’attenzione e del libro che ha scritto, soprattutto!
Francesca
cara Francesca, la ringrazio del commento positivo. Speriamo che alla fine del romanzo sia rimasto tale o, perché no, migliorato! Riguardo al parere che mi chiede, per i numerosi impegni, anche di lettura, non mi rimane molto tempo e sono costretto quasi sempre a rifiutare, o ad accettare con estrema prudenza, questo genere di richieste che, come può immaginare, mi vengono fatte abbastanza spesso. Diciamo che dipende dalla lunghezza del testo che vorrebbe sottopormi.
quando ti vedo ti meno. lo sto leggendo. e fa malissimo.

bacio
(è davvero bellissimo, rigo)
mi fa piacere che ti piaccia. sai quanto tenga al tuo parere. solo, non picchiare troppo forte
Oggi esco e corro a comprare il tuo romanzo. Avevo una gran voglia di leggerti. A presto, B.
Bea, spero che tu non debba pentirti della corsa… e soprattutto che non inciampi nel tragitto!
Ho saputo solo oggi dell’uscita del tuo nuovo libro.Me lo regalero’come regalo di compleanno
(dopodomani sono 41!).
Ti inviero’un commento appena finito di leggerlo.
A presto Marco
Auguri, anche se in ritardo… Allora attendo il tuo parere a lettura ultimata.
Ho amato questo libro, come sai.
per maggiori approfondimenti
http://www.borderfiction.it/home/index.php?option=com_content&task=view&id=900&Itemid=76
Ho cercato in tutti i modi un indirizzo mail ma non ho avuto fortuna. Volevo fare tanti complimenti sinceri e sentiti per ‘L’ora dell’incontro’, sono rimasta. Rimasta. (avrei in mente molti aggettivi per rendere gli stati d’animo ma forse sono superflui). Ormai che mi sono lanciata lascio anche un augurio per il premio Scerbanenco, ci sono vari testi che spiccano per originalità, storia, emotività. Però.
Grazie, Barbara. Fa sempre piacere ricevere dei complimenti così appassionati. Riguardo al premio Scerbanenco, in tutta sincerità, non so quanto il mio romanzo sia adatto alla selezione. Ovviamente dipende da come il lettore - in questo caso la giuria - interpreta l’appartenenza al genere. Se “L’ora dell’incontro” è un noir - e molti in effetti lo sentono imparentato con il noir - lo è nello stesso modo in cui lo può essere, per esempio, un romanzo come “Il diario di Edith” della Highsmith. Comunque grazie anche per gli auguri.
…..non ci si sente da un po’, anche stavolta!
in realtà era un po’ che volevo contattarti, ma ho preferito leggere prima il tuo romanzo. Molto, molto bello. Davvero. Non sono brava con i complimenti e preferisco farli a voce (o magari ti scrivo una mail). Per ora sappi solo che spero che le cose stiano andando come meriti e desideri.
Ho perso la serata alle scuderie, quando riesco a venirti a vedere?
tanti baci
Chiara (la bibliotecaria)
P.S. in biblio il tuo libro è richiestissimo!
Ciao Chiara. Mi fa piacere che il romanzo ti sia piaciuto. Come sai, ci ho speso tanto tempo e tante energie. Se vuoi venire a una presentazione o a un incontro, tieni d’occhio gli appuntamenti: faccio il possibile per tenere aggiornata la sezione (e sai quanto sia difficile il mio rapporto con il computer).
letto in 3 giorni. Risucchiata. E’ molto bello, duro, tenero…grazie…
Ciao Giampiero, ci vediamo a Imola in biblioteca. Vado a finire il romanzo… così mi preparo un po’ di domande toste. A presto!
Ho da poco terminato la lettura dell’ora dell’incontro. Ci sono arrivato dopo aver letto ciò che ne aveva scritto Simona Vinci. E’ veramente un bell’inizio d’anno. La lunga epifania finale poi non me l’aspettavo. Tanto che continuo a rileggerla. Non so con che cosa è imparentato l’ora dell’incontro. Con quali altri incontri. Se con il noir. Ha poca importanza. Il suo finale è sorprendente, emoziona, stacca. E’ un grande trattamento che ci viene riservato. Con grazia. Con coraggio. Grazie Giampiero. Dalla periferia romana dell’impero. Come a dargli voce a questa umanità della periferia globale. Che cammina, dorme, cade, si solleva. Lontana da tutto e da tutti. Così vicina e così lontana. Grazie Giampiero. Grande. Tonino
Che dire? Grazie a te, Tonino. E scusami (le scuse sono rivolte anche agli altri che frequentano questo blog) per la lentezza con cui rispondo. La mia dimestichezza con computer e internet è poca anche se tutto sommato sto migliorando (non ho ancora ben deciso, però, fino a che punto sono disposto a spingermi, perché sento che questo comunicare informatico è molto interessante e stimolante - ieri ho partecipato a una discussione sul blog diretto da Massimo Augeri “Letteratitudine”, in un post che trattava di letteratura e malattia, e mi ha assorbito molto leggere i commenti dei partecipanti - però mi rendo conto che rischia di assorbirmi troppo, di risucchiarmi in un vortice di tastiera, schermo (già trascorro tante ore davanti a questi due aggeggi) voci senza intonazione e, insomma, allontanarmi da quel che c’è fuori: uomini, piante, animali e tutto il resto. Fatte le mie scuse, torno a ringraziarti per il tuo commento, che sento molto vicino agli intenti che mi hanno sostenuto negli anni impiegati per pensare e scrivere questo romanzo.
mi ha consigliato il tuo libro rosella postorino.
mai letto nulla di te, prima.
angosciante ma molto bello: perché è una storia credibile-incredibile insieme.
quel mio dire angosciante va spiegato a chi non l’abbia letto: il libro parla di morte, guardandola negli occhi.
siamo abituati a rimuovere, a non pensarci oppure a pensarci male.
la confiniamo negli ospedali e nelle case di riposo, lontana.
ma il libro parla anche d’amore,o forse soprattutto. come l’antidoto, ma senza orpelli, scavando semmai.
hai scritto un gran bello libro, insomma (per me non è un noir: ma è un gran Romanzo), anche un libro insolito (che per me è un gran pregio), con una trama vera e forte. E dirò grazie a rosella che me l’ha segnalato.
ciao
e hai ragione: bisogna credere ai miracoli anche senza credere
Ecco, appunto: Remo l’avevo incontrato ieri nel corso della discussione/riflessione sul blog “Letteratitudine” e già mi avevano colpito le cose che diceva, non solo riguardo al mio romanzo. Sono assolutamente d’accordo con te: non ho scritto il romanzo pensando di scrivere un noir (anche se amo molto il noir e penso che tra i noir vi siano alcuni grandissimi romanzi), anche se poi, forse, un certo modo di sviluppare l’intreccio può portare a leggere il romanzo come se fosse un noir. Ed è vero, verissimo, che “L’ora dell’incontro” parla di amore (dicevo, un po’ scherzando e un po’ seriamente, agli amici che in questi anni mi chiedevano a cosa stessi lavorando: sto scrivendo un romanzo d’amore), oltre che di spaesamento, di crisi, di percorsi tortuosi per ritrovarsi, di inaspettate illuminazioni e, ovviamente, di malattia e di morte. Quello che soprattutto ho cercato di fare è stato tenermi lontano dal modo romantico di trattare questi due elementi - amore e morte - il cui connubio sembra appartenere, appunto, alla sfera romantica. E per farlo mi sono sforzato di mantenere un registro non romantico ma al contrario molto concreto, realistico.
Mi arriva il libro a casa. Con dedica. Ed è un disastro perché è un gioco a cui non puoi vincere. Se ti piace e ne parli bene è perché è il libro di un amico. Quindi hai fatto solo il il tuo dovere. Se non ti piace è un dramma. Comincio a leggerlo e riconosco lo stile. Poi lui me l’aveva detto che non sarebbe stato un giallo. Che voleva fare qualcosa tipo “America oggi”. Ma Carver in vita sua non credo abbia scritto in tutto 446 pagine. E quel libro invece era lungo 446 pagine. Insomma, a pagina 99 rischio di lasciarlo lì. Non capisco dove vuole andare a parare. A pagina 200 mi fermo e leggo un Perry Mason. Poi vado avanti e allora capisco che non è Carver, ma è la storia di un’ossessione. E’ una storia fisica, dura e cruda, con tanto di ghiandole subascellari e milze che si gonfiano. E poi arrivo alla fine e continuo a pensarci per più giorni. E poi ne parlo a chiunque mi capiti di incontrare nei giorni successivi. E poi finisce che faccio pure un commento sul suo sito. Sarebbe stato più semplice telefonargli. E invece è giusto così.
Vecchio Gughi, non sai quanto piacere mi faccia leggere questo tuo commento (o forse invece sì: lo immagini)! Non ti so nemmeno dire bene il perché, ma temevo un po’ il tuo giudizi (forse perché so che comunque, appunto, saresti stato sincero, e una tua stroncatura mi sarebbe pesata). E invece.
Hai proprio ragione, è giusto così, anche perché se queste cose me le dicevi di persona poi diventavo sentimentale, ti trascinavo in un bar (se già non c’eravamo) e ti offrivo uno o due giri, poi gli altri insistevi per pagarli tu, e finiva che ne uscivamo sbronzi… Non che ci sia niente di male, ma il fegato in questo periodo postnatalizio sta faticosamente smaltendo grassi e alcol: meglio dargli un po’ di riposo, no?
Caro Gianpiero, quando vieni dalle nostre parti? Sarebbe bella una tua presentazione del libro, qui, nella provincia di Roma. Possiamo pensarci insieme. Organizzare una presentazione laddove c’è più bisogno. Tra i giovani, tra il sottoproletariato dello spirito come direbbe Bauman. Potrebbe essere un esercizio terapeutico!
Io sto nell’amministrazione comunale di ladispoli, 30 km da Roma, mi occupo di pubblica istruzione. Vogliamo parlarne? ti abbraccio e ancora grazie. Tonino Bitti
Volentieri. Ti contatto via mail così ci mettiamo d’accordo.
letto il tuo libro, che mi ha portato a ricordare che sono viva, e che ogni istante di vita va celebrato. bravo. ho pianto. difficile che un uomo sappia descrivere così bene l’animo femminile.
In effetti il romanzo, anche se attraverso percorsi dolorosi, voleva proprio essere un invito a celebrare ogni piccolo, importantissimo istante di vita. Grazie
Bravo.Bravo.Bravo. Faccio parte di un club di lettura. Leggiamo classici e contemporanei e, verso questi ultimi, spesso nutro riserve.
Ed è con molte riserve che ho cominciato a leggere l’ora dell’incontro…..abbandonate immediatemente.
L’ho letteralmente divorato. La morte e la vita così ben “confezionate” non si trovano spesso nei romanzi. Nel tuo c’è tutto. La vita (soprattutto), la morte, l’amore, la lucida follia, l’universo femminile. Bravo. Non vedo l’ora di incontrarti il 18 aprile a casa di Roberta che ha organizzato il tuo col nostro gruppo. Aspettati un diluvio di domande.
Sarò felice di chiacchierare con voi. Ascolto sempre con grande interesse le impressioni e le riflessioni che le mie storie provocano in chi le ha lette.
Ciao sono Angelo Sirica,
ho avuto il piacere di leggere il suo libro solo il mese scorso in quanto dovremo fare un incontro con lei il 15/04/2008. Volevo farle i miei personalissimi complimenti per l’incredibile “opera” che lei ha scritto. Ma niente mi aveva preso così. Spero di poterle fare delle domande quando verrà a scuola e dare una risposta a tutte le mie tantissime curiosità. Congratulazioni
caro Angelo, ti ringrazio dei complimenti. Leggo il tuo commento solo oggi, 16 aprile, e forse ci siamo già conosciuti, se tu eri uno degli studenti che ho incontrato al liceo scientifico di Sarno. E, nel caso, spero che tu sia riuscito a farmi tutte le domande che volevi… e di essere riuscito a rispondere in maniera esauriente!
Ciao sono Angelo e questo è un consiglio per tutti quelli che hanno voglia di leggere un libro sensazionale: ho acquistato il libro il 26/03/08 e l’ho finito il 29/03/08. So che sono stato lento, ma ho avuto da fare; scherzo questo serve solo a farvi capire che è talmente accattivante, coinvolgente che dopo le prime pagine rimani completamente immerso nella magia delle parole del fantastico Rigosi. LEGGETELO
Forse ricorda/i:
pugilato letterario su it di s.king, Campobasso;ho acquistato il suo/tuo libro, compreso dell’augurio in dedica, ché mi riuscisse più accattivante l’ora dell’incontro che l’accusa oratoria a king che lei/ tu per l’occasione recitava/i.
Lo è più accattivante: cominciato ieri sera, vivo compagno fino a notte inoltrata,e non un momento di noia. Spero, anzi sono certa che continui così.
Un consiglio, non letterario: provi/prova ad ascoltare i Wilco, Jesus ETC., e badi/a alla strofa finale. Qualcosa ha a che vedere.
A lettura completata, completerò la mia opinione, magari con qualche orpello di critica, non più di un ombra e sarà comunque un orpello.
Saluti
Ricordo la dedica. Sono felice che la lettura del mio romanzo stia catturando la tua attenzione (diamoci pure del tu). Non conosco i Wilco ma sono curioso: cercherò il brano che citi. Attendo il parere finale sul romanzo. A presto.
Campobasso, pugi-letteratura, per riconoscersi:lettura compiuta.
Complimenti davvero, perché
non cede in un punto,nulla è superfluo e ridondante, mi sono sentita avvinta e solidale con tutti un pò, segno di un’umanità pervasiva e profonda. Mi spieghi, però, nella tua intenzione il senso preciso dell’amore non-amore di Clara per l’oncologo? Narcisisitco compiacimento del proprio dolore e desiderio di un suo riconoscimento da parti di altri e voglia di cura? Dimmi, per favore.
Ricordi? Ti parlavo dei Wilco?
Forse avrai cercato da te, comunque -orribile sfilacciare il testo di una canzone dalla sua melodia, fa’ tu di ascoltarla- dice:
our love it’all of God money,
every one is a burning sun.
ciao, e grazie per la quarta dimensione che, questa volta, il tuo libro mi ha fatto vivere.
grazie a te, Luciana. Grazie delle tue parole e della segnalazione dei Wilco. Riguardo a Clara, penso che quello che tu chiami giustamente amore-non amore per il medico sia dovuto, più che a un compiacimento, a uno sprofondamento - anche se in buona parte inconsapevole - nel proprio dolore, a un bisogno di essere desiderata, anche se questo la soddisfazione di questo bisogno passa attraverso la simulazione: una simulazione di malattia e forse di morte. Un desiderio d’amore capovolto, che non conduce alla vita ma alla morte. Almeno per la prima parte della sua impresa. Poi però c’è uno scarto: attraverso questa esperienza Clara percepisce in sé - oltre a diverse cose sgradevoli - anche alcune qualità che possono aiutarla a risalire. Per esempio una determinazione e una forza che non si conosceva, oltre al valore degli affetti per le persone che le sono care. Proprio da quelle poche ma importanti cose, forse può ricominciare a vivere davvero. Non so se quello che t’ho detto ha risposto, almeno in parte, alla tua domanda. Anche perché sono convinto che ciò che di più interessante ha da dire un romanziere, non può che dirlo attraverso il linguaggio che gli è proprio, e cioè quello del romanzo.